Rassegna
Se la difesa dell'ambiente è «precaria», il «privato» si sente le mani più libere
Inserito da zoekat il Mar, 22/05/2007 - 9:40am Rassegna
L'abuso delle «convenzioni» svuota ministero e istituti di ricerca, con funzioni pubbliche affidate a società private. Sei lavoratori su dieci hanno un contratto «atipico»
I precari stanno tutti male nello stesso modo, dovunque lavorino. Ma chi li usa a volta ci guadagna, altre volte nemmeno tanto. Un solo soggetto, se usa lavoro precario, ci rimette sia sul piano economico che su quello funzionale: il «pubblico», lo stato.
Sorge perciò la domanda: perché lo fa? I dipendenti del ministero dell'ambiente hanno spiegato ieri - in un convegno al Senato organizzato da Sinistra democratica e Rifondazione - una serie di meccanismi che rispondono meravigliosamente alla domanda, delineando uno scenario che va al di là delle più fosche previsioni. Parliamo del dicastero che dovrebbe monitorare l'Italia e sorvegliare l'applicazione di una serie di normative internazionali e nazionali per rispettare i protocolli di Kyoto, esprimere pareri, emanare certificati di compatibilità ambientale, ecc. Funziona con poco più di 1.100 dipendenti e i precari sono in rapporto uno a uno con gli «stabilizzati». Stessa situazione all'Apat (agenzia per la protezione dell'ambiente) e ancora peggio all'Icram (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare), dove ci sono 4 precari per ogni dipendente (appena 61; uno ogni 100 km di coste).
Il ritorno della questione sociale in Cina
Inserito da zoekat il Gio, 17/05/2007 - 5:11pm Rassegna
Il lavoro sta forse per diventare il cavallo di Troia di un nuovo “pericolo giallo”? E’ quanto si potrebbe desumere dalle analisi che dipingono la Cina come “il laboratorio del mondo”, “il nostro incubo” oppure… ”il nostro futuro”. Il lavoro “cinese” è diventato lo spazio di tutti i fantasmi, quello della disoccupazione dovuta alle delocalizzazioni, quello del ritorno all’”inferno capitalistico” in Cina ma anche, forse, per l’umanità intera. L’analisi implica, parallelamente, l’esistenza di un “potere” globalizzato che si esprime nell’Impero di Mezzo sotto una forma “capitalistico-comunista” che mette assieme il regime autoritario “di sinistra” e lo sfruttamento capitalistico.
Lavoro e diritti, scintille a Strasburgo
Inserito da zoekat il Lun, 14/05/2007 - 8:56am RassegnaLa sinistra dell'europarlamento dà battaglia contro la proposta del relatore polacco di precarizzazione generale dei lavoratori. «Apologia liberista»
«Irricevibile», «inaccettabile». Tutta la sinistra dell'europarlamento respinge lla «proposta di risoluzione» che il relatore polacco Jacek Protasiewicz ha presentato ieri in commissione Occupazione e affari sociali sul «Libro verde» dei vertici Ue dedicato a «modernizzare il diritto del lavoro» in versione flexicurity.
La discussione proseguirà anche oggi, ma già sono scoccate le scintille. «Il rapporto di Protasiewicz è un vero e proprio manifesto ideologico che calpesta i diritti dei lavoratori e un'idea di Europa sociale, in nome di un'apologia del liberismo. Noi proponiamo che questo testo sia cestinato». Senza mezze parole Roberto Musacchio, 'relatore ombra', ha contrapposto a nome del Gue (Sinistra unitaria europea-Sinistra verde nordica) una bozza di «linee guida alternative». Se la proposta del relatore diverrà «rapporto ufficiale» approvato dalla maggioranza di Strasburgo, ci si prepara a
confezionare un «rapporto di minoranza».
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